Sai cosa c’è? C’è che ti arriva lui,il ragazzo a cui sbavavi dietro da un po, e che si getta nella tua vita così,come in un sogno.
Uscite la prima volta,un po di nascosto perché non si sa cosa le persone potrebbero pensare; e lì con lui tutto sembra perfetto,a tal punto che tu, la ragazza definita da tutti acida, tu arrivi a casa con le lacrime di gioia perché pensi che tutto questo non sia reale, che è troppo bello per accadere proprio a te ; uscite la seconda volta e va ancora meglio,inizii a provare qualcosa per lui, inizii a pensarlo sempre più spesso, inizii a scrivere il suo nome un po sul quaderno di antologia, poi tocca a quello di fisica poi anche a quello di diritto ma anche su quello di matematica,fra un’equazione ed un’altra.
Ti arrabbi se non ti scrive e la tua testa inizia a svuotarsi e riempirsi di momenti passati con lui.
Ad un certo punto capisci che da lui vuoi qualcosa, un qualcosa da ricordare nel tempo, un rapporto più stretto, vuoi che lui diventi “tuo”.
Ogni giorno che passa più sei felice, più ti sembra di toccare il cielo, ti senti finalmente viva.
Pochi giorni dopo iniziano le coltellate allo stomaco, le prime lacrime, i primi “ciao” detti come addii, i primi ripensamenti , i primi “scusate dovevo ascoltarvi, avevate ragione su di lui”.
Lui inizia ad essere più freddo, e tu sei lì a piangere pure l’anima mentre lui… beh chissà cosa sta facendo…
Ma il problema non è questo, il problema è che anche se è da poco che lo conosci sei perdutamente attratta da lui, fisicamente ed caratterialmente, sei quasi costretta a definire questo sentimento “amore” ; perché ti piace come ti tratta, ti piacciono le sue coccole, i suoi abbracci, i suoi baci che ti mandano il cuore in stand-by; e vorresti solo che tutto tornasse come prima, che tutto tornasse al primo sorriso che lui ti ha fatto venire, vorresti solo smettere di piangere, andare da lui e dirgli : ” sono qui, voglio te, e non me ne vado finché tu non sarai di nuovo mio, ti avevo detto che lotto per ciò di cui ho bisogno, e tu, ora, in gerarchia, sei al livello del respiro, ti amo.”